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L'ACCI scrive al presidente del Consiglio Giuseppe Conte

L'ACCI - Associazione Consumatori Cittadini Italiani, in partnership con l'ASSO-CONSUM, ha inviato una lettera ufficiale al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia e Finanze Roberto Gualtieri ed Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli per mettere in evidenza le difficoltà in questo momento vissute da lavoratori autonomi, p.m.i., lavoratori co.co.co. e professionisti. Da parte dell'ACCI anche suggerimenti limitatamente alla durata dell’emergenza nazionale.

Di seguito, l'intero contenuto della lettera.

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Ill.mo Presidente,
I sottoscritti Antonella Vinella, in qualità di Presidente Nazionale e L.R. p.t. di ACCI (ASSOCIAZIONE CONSUMATORI CITTADINI ITALIANI), con sede legale in Castellana Grotte alla via Conversano, 36 (C.F.:08339140728) e Francesco Decanio, in qualità di Presidente p.t. di ASSO-CONSUM Puglia, con sede regionale in Bari alla via G.M. Giovene, 15, formulano la presente per significare quanto segue.
In questo momento di emergenza nazionale dovuta al COVID-19, sentiamo la responsabilità di essere portavoce del sentire della popolazione che, giornalmente, si rivolge alle nostre sedi territoriali per chiedere in che modo sia possibile accedere alle misure previste dal D.L. n. 18/2020 c.d. “Cura Italia” e dal D.L. n. 23/2020 c.d. “Decreto Liquidità”, atteso che la liquidità comincia a scarseggiare.

Riteniamo che le misure a sostegno dell’economia, ed in particolar modo di lavoratori autonomi, p.m.i., lavoratori co.co.co. e professionisti, siano - allo stato attuale - inidonee e prive di effetti di pronta soluzione, contrariamente allo scopo per il quale sono state adottate. Siamo, altresì, molto preoccupati dello stato dei conti pubblici e segnatamente di quello dell’ammontare del debito pubblico, che presto tutti noi, consumatori-contribuenti, saremo chiamati a ripianare. Molte sono le proposte che a questo scopo abbiamo preparato, ma, nella attuale contingenza e nella immediatezza della emergenza Covid-19, riteniamo che tutte si possano racchiudere in quella di consentire ai debitori verso il sistema del credito di sospendere la corresponsione della sorte capitale per il tempo che il debitore riterrà opportuno, assicurando la regolare corresponsione della sorte interessi come parzialmente previsto dall’art.1 comma 246 L. n. 190/14.

In tal modo riteniamo che si possa salvaguardare la redditività degli Istituti bancari, lasciando al contempo in circolazione la liquidità che il debitore ritenga di conservare per il tempo che riterrà più opportuno. Un provvedimento, questo, che qui ci permettiamo di suggerirLe, dall’enorme potenzialità, capace di segnare una svolta epocale nei rapporti con le banche, alleggerendo lo Stato da impossibili garanzie pubbliche (cui siamo nettamente contrari) e che permetterà a questo governo di rimanere per sempre nella Storia dell’economia mondiale.
Diversamente, suggeriamo che vengano previste, limitatamente alla durata dell’emergenza nazionale, misure, quali:
• la moratoria delle rate dei finanziamenti in corso;
• il condono fiscale per tutto il 2020
• la messa a disposizione esclusiva del beneficiario delle somme corrisposte a sostegno
del reddito, a prescindere dalla loro qualificazione;

• lo stop al pagamento delle bollette di energia, gas con successivo “condono energetico” della quota energia.

Allo stato attuale, misure come l’accordo sul canone di affitto ai sensi del “modello 69” per le locazioni abitative e commerciali risultano nel concreto di difficile attuazione, atteso che, spesso, la riscossione dei canoni, da parte dei locatori, in questo periodo di emergenza, risulta per numerose famiglie, l’unica fonte di reddito. Senza uno stop al pagamento delle tasse e delle imposte, il solo fatto di pagare le imposte in base al nuovo canone, diminuirebbe comunque considerevolmente quell’entrata. Lo stesso dicasi per la previsione del credito di imposta al 60% per il pagamento dei canoni di locazione su immobili di categoria C/1 (negozi e botteghe), da scontare per il mese di marzo nella dichiarazione del 2020, quindi il prossimo anno. Molto probabilmente tale misura risulterà inutilizzabile, atteso il crollo del fatturato previsto dalle misure pensate per le attività commerciali (chiusura oggi, distanziamento nella c.d. “Fase 2”). Siamo fermamente convinti che, in questo periodo storico, occorra uno scatto in avanti del nostro Paese che deve garantire politiche economiche e fiscali coraggiose che immettano liquidità a fondo perduto nelle tasche dei lavoratori e delle famiglie. Quello che stiamo vivendo è un periodo inimmaginabile fino a qualche mese fa ed oggi ci giochiamo il presente di milioni di italiani ed il futuro dei nostri figli.

L’Italia è un Grande Paese ed è giunto il momento di far sentire al popolo Italiano che lo Stato è al suo fianco. Alla luce di tutto quanto sopra, Ill.mo Presidente del Consiglio la invitiamo a considerare questi nostri piccoli suggerimenti che arrivano dal basso, dalla c.d. “Economia Reale”, affinché le previsioni a sostegno del popolo italiano tutto non restino solo “Carta morta”. Certi di un Suo interessamento porgiamo distinti saluti.

Antonella Vinella - Presidente Nazionale ACCI

Francesco Decanio - Presidente ASSO-CONSUM Puglia

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