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Laera (Croce Rossa): “Proteggiamo noi stessi e proteggiamo il prossimo”

È ancora incessante il lavoro della Croce Rossa in questa seconda fase di pandemia. I volontari del Comitato della Bassa Murgia, che unisce le delegazioni dei Comuni di Alberobello, Castellana, Locorotondo, Noci e Putignano non si sono fermati e continuano a fornire il loro supporto ai cittadini. Il presidente Mino Laera ha spiegato al NOCI gazzettino qual è la situazione attuale e cosa è cambiato rispetto alla scorsa primavera.  

Qual è il ruolo della Croce Rossa in questa seconda fase dell’emergenza sanitaria?

"La Croce Rossa Italiana è in prima linea fin dagli inizi dell’emergenza e da marzo siamo attivi sul nostro territorio con il progetto "Tempo della Gentilezza" che rientra nella strategia “CRI per le persone”. Il progetto consiste in una serie di attività a sostegno e supporto della popolazione più vulnerabile come anziani, persone fragili e immunodepresse, persone sottoposte ad isolamento fiduciario e a chi non ha possibilità di supporto familiare. Siamo attivi con il servizio a domicilio di Pronto Farmaco e Pronto Spesa, consegna dei pacchi alimentari e dei farmaci da Farmacia Territoriale, supporto nelle attività di logistica di Protezione Civile, supporto ai soggetti o famiglie in quarantena fiduciaria, consegna e ritiro di indumenti ed effetti personali da persone ricoverate in Ospedali Covid. Ogni volta che qualcuno ha bisogno di aiuto la CRI c'è"

Com'è cambiata la situazione rispetto alla scorsa primavera?

"La situazione è completamente diversa. Durante il lockdown la gente aveva più necessità di supporto per reperire i beni di prima necessità. Non nego che abbiamo avuto molto da fare e, nel periodo tra marzo e maggio, abbiamo effettuato più di 1000 consegne a domicilio solo su Noci. Oggi, essendoci limitazioni parziali, le richieste pervengono principalmente dalle famiglie o soggetti positivi posti in quarantena e consegna dei farmaci dalla farmacia Territoriale"

Quali sono le attuali difficoltà che i volontari della croce Rossa sez. di Noci hanno incontrato?

"Non abbiamo incontrato grosse difficoltà. L’unica cosa che vorrei sottolineare è che a volte abbiamo la percezione di diffidenza o mancanza di fiducia nei volontari della Croce Rossa Italiana. Probabilmente ciò è dovuto al momento che stiamo vivendo che è di particolare tensione per alcuni. Forse si ha la percezione che i volontari della Croce Rossa siano in qualche modo "untori" o "portatori" di virus; a volte abbiamo notato anche che quando ci muoviamo la gente pensa che lo facciamo solo per i soggetti positivi. Vorrei assicurare che, fino ad oggi, nessun volontario della Croce Rossa Italiana è risultato positivo al Covid-19. Per quanto riguarda le procedure di intervento e di approccio, noi abbiamo dei protocolli rigidi che ci garantiscono di operare in totale sicurezza sia per noi che per le persone che assistiamo. Cerchiamo sempre di essere discreti e operiamo nel rispetto della privacy di chi chiede il nostro supporto. Mettiamo a disposizione il nostro tempo a favore della comunità provando, in qualche modo, ad alleviare i disagi che questa pandemia sta portando. Molto spesso, quando ci telefonano, non ci limitiamo solo a prendere nota della richiesta ma cerchiamo anche di dare un supporto psico-sociale"

Quali consigli e raccomandazioni vorreste dare alla comunità nocese? 

"Mi sembra inutile ripetere i consigli e le raccomandazioni che ormai ascoltiamo e leggiamo tutti i giorni da varie fonti. Quello che mi sento di dire ai cittadini è che ogni nostra singola azione quotidiana si ripercuote sulla comunità. Ognuno di noi deve sentirsi responsabile della propria comunità e parte integrante di essa. Questa pandemia ha segnato la nostra storia, con il virus dobbiamo imparare a convivere e non possiamo pensare che il semplice vaccino possa risolvere tutto. Da tempo ci sono stati dati gli strumenti per difenderci dal virus: mascherina, lavaggio delle mani e distanziamento. Tutto questo deve partire dalle nostre coscienze, riteniamo più facile additare alle istituzioni le colpe quando invece abbiamo già nelle nostre mani il potere di sconfiggere il virus. La nostra libertà è innegabile ma ciò non deve non rispettare la libertà del prossimo. Quindi proteggiamo noi stessi ma soprattutto proteggiamo il prossimo e facendo ciò ne beneficerà tutta la comunità e indirettamente anche noi".

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