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Scienza e fede, dibattito al chiostro di San Domenico

È possibile coniugare scienza e fede? E chi per professione, come i medici ad esempio, si trova a viverle insieme come si comporta? Ha ancora un valore l’etica? Tema dalle riflessioni acute quello dibattuto sabato 22 giugno al chiostro di San Domenico. Organizzato dall’Azione Cattolica della parrocchia, un parterre di alto livello si è interrogato sul valore umano e di quanto la scienza interviene nella società civile condizionandone scelte, cambiandone abitudini, talvolta direzionando la strada. Gli interventi di accoglimento sono di Vittorio Palmisano e del presidente dell’Azione Cattolica San Domenico Pietro De Giorgio. Di qui è stato il sindaco Francesco Intini ad esprimersi per primo seguito a ruota dalla consigliera comunale con delega alla cultura Marta Jerovante. Moderati da Palma Liuzzi il microfono è passato poi a Elio Partipilo. “Quello che è successo nell’ultimo ventennio è qualcosa di meraviglioso – dice Francesco Schittulli – le ultime scoperte hanno riportato alla luce frammenti di vita di millenni fa. Così come la scoperta del DNA, uguale in un qualsiasi essere vivente. La scienza deve avere una coscienza, e deve avere un’etica. La scienza deve rispettare la dignità della persona umana”. Le conclusioni sono spettate poi al vescovo Giuseppe Favale: “Il dialogo tra la scienza e la fede è un dialogo che la Chiesa coltiva, promuove, perché sa che la fede non può contrapporsi alla scienza. E allo stesso tempo la scienza sa che può trovare nella fede un’alleata che può aiutarla nel suo servizio”.     

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