
I Care, percorso di formazione socio-politica in chiesa Madre
Le sollecitazioni delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia e gli importanti stimoli del Consiglio Permanente della CEI hanno portato all’avvio di un percorso di formazione socio-politica nella Chiesa Madre di Noci. L’idea di don Stefano Mazzarisi nasce dalla volontà di creare non un salotto intellettuale, ma un luogo di arricchimento reciproco; non una sede partitica, ma un luogo di alfabetizzazione all’impegno socio-politico dei cristiani. Perché “il cristiano non può accontentarsi di essere un assiduo praticante e un ottimo fedele, ma deve riscoprirsi cittadino di un mondo che cambia continuamente” (Card. Zuppi).
Il neonato staff socio-politico della Chiesa Madre di Noci (Francesco, Fabrizio, Francesco e Paolo – insieme a don Stefano e a don Cosimo) ha proposto un percorso di formazione basato su tre incontri aperti ai giovani e agli adulti della Comunità. Riunirsi per sentirsi parte di quel ‘tutti’, che è la politica, è l’essenza della democrazia partecipativa. Per i prossimi anni lo staff sogna l’avvio di una scuola socio-politica. Si punta ad un impegno socio-politico consapevole, vissuto come una responsabilità quotidiana per migliorare la società.
Partendo dalla personale sensibilità dei partecipanti, il percorso ha puntato tutto sull’incontro, lasciando spazio alla possibilità di confrontarsi con la dottrina sociale della Chiesa e con figure significative del mondo politico. Uno degli aspetti centrali del percorso è stato il dialogo, per trovare un’alternativa alla ‘democrazia delegata’. Il dialogo senza un agire generativo è privo di significato. Indossando i panni di cittadini-cristiani, il gruppo si è impegnato a fare delle scelte, per essere partecipi di futuri cambiamenti.
Il percorso è iniziato lo scorso 29 gennaio con uno sguardo appassionato al ‘nostro Vangelo laico’ (per dirlo con le parole di Don Milani): la Costituzione. Nei successivi due incontri il gruppo si è confrontato sul tema della cittadinanza e delle migrazioni, lasciandosi provocare dalle storie di uomini e donne di nazionalità straniera e interrogandosi sugli ostacoli culturali, sociali e burocratici imposti dalla nostra società e considerati un limite per una comunità accogliente e integrante. Il passo successivo è stato interrogarsi attorno al quesito referendario sulla cittadinanza dei prossimi 8 e 9 giugno.
Gli incontri hanno avuto un riscontro positivo e una partecipazione incoraggiante. Questo gruppo di cittadini cristiani, capace di interrogarsi sui bisogni e sulle problematiche del nostro territorio, continuerà ad essere uno spazio di confronto, dialogo e progettazione.
Al cuore della partecipazione resta la speranza, e senza di essa non c’è democrazia. Risuonano ancora oggi le parole ispiratrici di don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”.